“Ping-pong is a life style, a training in attention, a diversion, a mad passion and a way of not taking anything important too seriously and taking some tiny things much too seriously.” Pico Iyer

We R All SLAVES To Pussy| The exhibition

Dopo la personale di Milano tornano in esposizione a Verona le opere di Silvia Lana e Ilaria Marchesini, in arte Parallel Lines. Dal 10 novembre al 7 dicembre 2018 la String Art in chiave pop animerà lo spazio di Deposito A a Verona (Via XX Settembre, 35b).

La mostra “We R All SLAVES To Pussy” conferma la voglia di raccontare il tema del femminile al di fuori di ogni retorica con pungente, ma sempre acuta, ironia. «Il nostro motto è ‘L’arte deve disturbare’. Deve creare una sorta di frizione, una piccola frattura, deve toccare la tua corda, deve farti vibrare, deve lasciarti muto, deve spiazzarti. Deve farti dire ‘Machecazz…?’» Così Silvia riassume uno spirito che quasi si respira e si tocca di fronte alle opere di Parallel Lines.

Chiodi, chilometri di filo, cuore, passione, sudore e pensiero. Sono questi i principali ingredienti della String Art di due artiste uniche nel panorama italiano che volentieri si lasciano contaminare da stili e registri comunicativi street.

Non manca poi la Parola che libera ed espande le tematiche affrontate. E di lemmi inchiodati su racchette vestite a festa ne vedremo ben 60, quasi a voler coinvolgere il globo nella sua interezza, differenze e complessità.

Sessanta racchette da tennis-tavolo, sessanta modi di definire Pussy, sessanta culture e un denominatore comune: raccontare una storia che viaggia sempre sul filo sottile – come quello abilmente intrecciato da Silvia e Ilaria – di un sorriso talvolta amaro che può trasformarsi in feroce violenza.

 

Deposito A – Via XX Settembre, 35/b – Verona

10 novembre – 07 dicembre 2018 | Ingresso libero

Inaugurazione, sabato 10 novembre dalle 18.00

Orari di apertura: da martedì a sabato 10.00 – 12.30 | 15.30 – 19.30


RACCHETTA FUCK

La prima racchetta, l’abbiamo inchiodata a maggio di quest’anno anche se in realtà la scintilla che ha dato origine a questo progetto è nata due anni fa.

Avevamo realizzato uno una piccola installazione Site Specific direttamente sulla tavola di uno skate board usato che aveva sempre girato nel nostro laboratorio, dimenticato da qualcuno, chissà quando. La scritta, che avevamo riportato sulla superficie della skate, realizzata con la tecnica della String Art, diceva BE STUPID e ne giro di breve se la aggiudicò un collezionista di street art che appese al muro del suo mega show room.

Ad aprile di quest’anno trovammo in un angolo del laboratorio, ex centro giovanile,  delle racchette da ping pong dimenticate su degli scaffali da qualcuno e in condizioni pessime. Ci siamo guardate e abbiamo detto: Why not? Quelle due o tre racchette ci sono servite per fare i primi test e il risultato ci piacque una cifra! Chiamai un mio amico. Lui è Alessandro Giardini, atleta della squadra Paraolimpica Italiana, al quale chiesi se avesse racchette usate che non utilizzava più.

DIAMO NUOVA VITA A COSE CHE NON SERVONO PIÙ A UN CAZZO è il nostro ultimo progetto artistico. Abbiamo deciso di fare dell’arte del riciclo e della string Art il nostro cavallo di battaglia!

Due sono i comuni denominatori degli oggetti che fanno parte di questo progetto: sono rigorosamente second hand  e devono avere la superficie “inchiodabile”.

Abbiamo deciso di focalizzarci sul riutilizzo di oggetti in disuso perché oggi come oggi penso sia importante iniziare a fare qualcosa per il mondo che verrà e che lasceremo ai nostri figli. IN questo modo salvaguardiamo l’ambiente da maggior inquinamento rendendo il mondo un posto migliore, oltre che più bello! Infatti  utilizziamo oggetti che hanno già una storia, trasformandoli in pezzi pop da appendere al muro

FUCK è l’origine della specie!  Stringare FUCK su una racchetta da tennis tavolo,  che solitamente è utilizzata per schiacciare colpi vincenti,  mi è sembrato desse potenza alla stessa esclamazione. Oggi questa racchetta  alloggia sulle pareti di una boutique ad Ibiza.

Kinetic Creativity – Un’intervista a Patrizia Boglione

per leggere l’intervista: www.cieloterradesign.com


SANTA LUCIA DEL PING PONG

Ping-pong team building with students of IED COMUNICAZIONE ROMA, 13 December 2016.

RACCHETTA SERIE INTERSTELLAR

Ilaria, la mia partner in crime, è sempre stata affascinata dal firmamento. Stelle e  costellazioni hanno sempre fatto capolino nei suoi discorsi, con riferimenti scientifici e sorprendenti scoperte.

Un giorno una nostra amica venne in laboratorio dicendoci che voleva regalare una racchetta personalizzata per un’occasione speciale. Ci dette un paio di info e quello che ci fece scattare l’idea per questa racchetta, fu l’indizio fondamentale: la persona che avrebbe ricevuto questa racchetta in regalo, aveva paura del buio

Occasione perfetta per realizzare la sua piccola costellazione, quella del Cancro. È sicuramente una delle racchette più speciali che abbiamo mai realizzato. Il design, più minimal rispetto alle altre dai toni più POP, dona alla racchetta un’aspetto contemporaneo, moderno. Inoltre i chiodini, grazie ad una particolare vernice, diventano luminosi al buoi, ricaricandosi con la luce del giorno. È come avere un piccolo pezzo di cielo sulla parete della propria stanza.

Da allora abbiamo realizzato anche quella del Leone e quella del Toro, personalizzate per altre ricorrenze.


RACCHETTA PUSSY

Questa racchetta è l’immagine che abbiamo scelto  per la comunicazione della nostra prossima esposizione che si terrà a Verona, il prossimo 10 novembre presso DEPOSITO A, Via XX settembre 35/b.

In questa occasione, oltre ad esporre le tavole che fanno parte del nostro progetto artistico WE R ALL SLAVES TO PUSSY che vuole rivendicare la donna libera da qualunque stereotipo di genere,  abbiamo deciso di valorizzare le racchette fondendo i nostri due progetti e dando vita ad un’installazione realizzata con 60 racchette usate e rivisitate.

L’installazione si intitola SIXTY LICKS e su ciascuna di queste racchette abbiamo stringato la parola PUSSY, declinata in altrettante lingue e slang da tutto il mondo.

Quest’estate ho avuto la fortuna di conoscere un grande del Tennis Tavolo: Ivan Stoyanov, che ci ha regalato un borsone pieno di racchette usate e che non utilizzava più da una vita, ma che conservava nell’armadio della sua palestra.

Più o meno ci sono voluti 10 giorni solo per ripulire tutti i telai dalla vecchie gomme e levigarli per benino. Poi abbiamo dovute ri-assemblarle con le gomme, anch’esse usate, che ci aveva dato a parte. Purtroppo non è stato possibile riutilizzarle su tutte le racchette, così ci siamo dovute ingegnare, trovando il mondo di ricreare gli spessori e le superfici.

Quindi, le abbiamo rivestite con tessuti di ogni genere, alcuni nuovi altri usati, come per esempio un mio vecchio paio di jeans o scampoli di pelle che ho ricavato da vecchie borse. Abbiamo utilizzato anche delle pelliccette ecologiche che rendono il pezzo Pop ancora più GLAM. La parola PUSSY, poi, stringata su pelo nero, dice tutto ed è il riassunto della nostra installazione.


Kinetic Creativity | Team building and personal coaching

This is Kinetic Creativity. The type that can illuminate the next, best, ideas. The type that will allow you to emerge from your protective, creative shell.  From this you will find the courage to respond to whatever input comes your way. Any ball is an occasion. Keep your eye on the ball, master your courage, adapt your intention, you can respond with beauty, technology, grit or originality. What’s important is that you make it count.

More info on tailor made team building at madfospin@gmail.com and patriziaboglione.com

 


Duel

#DUEL #MIALEJOURNAL #ANGELOCRICCHI

Tutto nasce dall’incontro di un art director rapita dal tennis tavolo e un fotografo di moda compiacente ed amico.
Il bianco come ispirazione, il gioco come sfida, sul campo e della personalità. Un tavolo di design che doveva arrivare da Barcellona, poi la decisione di farlo da noi, le racchette specchiate, una ricerca sullo styling che sia anche fuori tempo. Due universi culturali che si scontrano, l’oriente e l’occidente, due modi di giocare, uno stesso stile. Due donne che combattono sulla seduzione.

mia-lejournal.com      See the whole project here

 


PING PONG vero esperanto

Un’avventura a Seoul 

Qui a Seoul in questo albergo meraviglioso con i concierge con il colbacco,  favolose donne coreane dai lunghi capelli neri danzano quando camminano. Pare che per sembrare delle regine si facciano spezzare le gambe e segare le mascelle. La bellezza in Corea non ha prezzo. La colazione sembra il banchetto degli Dei, un massaggio costa quasi quanto un affitto e tutti parlano un inglese perfetto. Ma poi quando parla un occidentale non capiscono. Fanno sì con la testa e poi sbagliano comanda. Poi vai a cena nel fast food e loro parlano un po’ meno inglese, fanno sì con la testa e poi sbagliano comanda. Poi c’è Jessica. Sta alla reception. Le chiedo dove posso prendere una lezione di ping pong da un maestro coreano. 

continua a leggere

Július Koller Ping Pong Club

Július Koller Ping Pong Club

One Man Anti Show di Július Koller Nel gioco, come in politica, puoi scegliere di seguire o ignorare le regole; se accompagnato da fair play anche un semplice incontro di ping pong può trasformarsi in un momento di scambio con l’avversario. Partiva da queste premesse... read more
Pure, pure, pure and pure.

Pure, pure, pure and pure.

Who wouldn’t want to play a round of table tennis with these awesome paddles?! “The focus and idea was to appeal a younger target group to table tennis, since it has been a conservative sport in its look and appearance for years.” “So we... read more
iTable

iTable

“Waldner” – the next generation ping pong table, is made with an advanced computer system integration. The table has a multi-touch surface, which responds to human touch and real world objects, like ping-pong balls. The table is also equipped with Siri voice... read more
Uberpong. What a story!

Uberpong. What a story!

  It was the end of the workday on a cool Friday in October in London, England. David Lowe and his opponent were locked in an epic ping pong battle. The score was 20-20 in a best-of-21 game. The winner would have bragging rights and the loser would have to wait... read more

ShareShare on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this pageEmail this to someone